Dal Pagerank al Trust rank, ecco cosa cambia

Dal Pagerank al Trust rank, ecco cosa cambia

Dal Pagerank al Trust rank, ecco cosa cambia

C’era una volta il PageRank… Ed era considerato il fattore che indicava più di ogni altro l’importanza di un sito web: un PageRank alto era equiparato a più traffico ed a migliori prestazioni all’interno dei risultati di ricerca (SERP). Di conseguenza sempre più aziende hanno deciso di puntare sul miglioramento del PageRank entrando nell’ottica per cui un miglior punteggio di tale fattore equivalesse all’avere un sito di successo.

Ma il PageRank ha perso progressivamente efficacia e valore agli occhi di Google, come dimostrano gli aggiornamenti sulle famose “barrette verdi”, che ormai sono estinti. Il vero problema è che molti degli addetti ai lavori del webmarketing ancora non hanno colto questo segnale.

Il PageRank non è più lo strumento di misura per il successo. Un nuovo fattore di stima dell’importanza di una pagina web si sta facendo largo, e non sorprende che sia così almeno per coloro attenti che che hanno notato la tendenza al ribasso degli aggiornamenti algoritmici di Google sul PageRank nel corso degli ultimi anni,.

Con il sistema algoritmico del pagerank, era passato ormai il concetto che il successo di un sito web fosse decretato dalla quantità, sia di contenuti che di link in entrata, tutto ciò a scapito della qualità delle SERP.
Sempre gli addetti ai lavori più attenti avranno invece notato come siti con buoni contenuti abbiano recentemente migliorato di molto le loro prestazioni. Questo nuovo sistema di classificazione è noto come TrustRank, ed è un fattore che merita attenzione..

Cos’è il TrustRank?

Il TrustRank è un parametro che è stato introdotto da Majestic SEO al fine di determinare l’attualità di un sito basato sui suoi link da altri siti a tema. Sebbene Majestic SEO sia stato il primo ad introdurre questa nuova metrica di misura, è stata una recente ricerca eseguita da Moz a dimostrarne esattamente l’utilità. La valutazione che Google attribuisce ad un sito non è più limitata ad una manciata di variabili. Sono ancora molti i webmaster che incentrano il loro lavoro SEO e di webmarketing sulle parole chiave, ma i nuovi aggiornamenti di Google si sono allontanati da un sistema basato sulle keywords e sono invece incentrati sull’idea del valore, che viene influenzato e stabilito appunto dal TrustRank.

Alzare il TrustRank abbassando la frequenza di rimbalzo!

La ricerca effettuata da Moz (che viene eseguita ogni 2 anni, qui trovi i risultati della più recente) ha cercato di determinare che tipo di correlazione esista tra alcuni dati ed il traffico che generano. Nell’ultima ricerca sono stati inclusi molti più dati rispetto alle precedenti. Lo studio ha dimostrato che i siti meglio posizionati hanno goduto di un traffico più elevato. Tale risultato che appare ovvio deve essere letto per due importanti indicazioni che fornisce:

  • Azioni di branding efficaci migliorano il valore del TrustRank
  • Per un branding efficace occorre impegno e qualità

Ed è proprio questo, l’impegno, il fattore chiave alla base del successo. Moz ha infatti misurato la frequenza di rimbalzo dei siti oggetto di questa ricerca. Una frequenza di rimbalzo più bassa indica un impegno maggiore perchè il sito è stato reso più aderente alle esigenze degli utenti. Risultato: più basso è il tasso di rimbalzo e meglio risulta posizionato il sito, quindi anche con più traffico.

C’è da dire che tali studi su siti a campione non costituiscono una regola certa, ma possono dare indicazioni importanti per capire in che direzione stiano andando gli algoritmi di Google che determinano il posizionamento dei risultati di ricerca. Sulla base di questi risultati sembrerebbe proprio che l’orientamento sia quello di dare maggior credito e spazio a siti rilevanti per quelli che sono gli utenti finali. Da qui l’importanza di tenere bassa la frequenza di rimbalzo (fattore che indica i visitatori che escono dal sito dopo aver visonoato la pagina di atterraggio senza proseguire la navigazione).

Le nuove strategie SEO dovranno fare i conti con sistemi di ricerca basati sul valore dei contenuti

Come facciamo a sapere che questo sistema di ricerca basato sul valore è effettivamente quello che Google sta cercando di creare? Beh, basta osservare le recenti tendenze SEO che Google ha contribuito a diffondere con i suoi cambi di algoritmo. Partendo da Panda e Penguin, Google sta lentamente portando Internet verso gli utenti, offrendo loro i risultati della ricerca in base alla pertinenza. Gli utenti dal canto loro apprezzano questo perché il loro scopo è reperire argomenti di loro interesse nel minor tempo possibile. A causa dei nuovi aggiornamenti di Google possiamo notare alcune nuove tendenze recenti a livello SEO.

Quanto è diventato importante il contenuto: Anche se realizzare contenuti regolarmente è importante, lo è sicuramente di più la creazione di contenuti rilevanti e di attualità piuttosto che improvvisare copiando o rielaborare articoli già visti e rivisti sul web. Non a caso l’espressione “Content is king” (il contenuto è il re) regna sovrana da qualche anno fra gli esperti di web marketing, anche se trova scarsa applicazione. Le statistiche mostrano che le pagine meglio posizionate sono quelle che hanno contenuti più lunghi in termini di parole; questa può essere una buona indicazione per la strategia di marketing da seguire.

Sfruttando queste indicazioni è possibile stilare una tabella di marcia per aumentare il traffico ricordando che il TrustRank è legato al numero di persone che si attraggono. Realizzare contenuti qualitativi e pertinenti con la vostra nicchia, sviluppati per i lettori e pertinenti alle esigenze del pubblico è la strada da seguire per giungere al risultato desiderato dove gli utenti più interessati visiteranno il vostro sito aumentandone il ranking per quel particolare argomento. Occhi quindi agli argomenti, non alle parole chiave!

Navigabilità ed interattività: Gli utenti vogliono visitare siti ben progettati. Alcuni di loro spesso preferiscono visitare un sito piuttosto che un’altro facendosi attirare dai loro elementi di design più che dal loro contenuto. Siti web che hanno maggior traffico tendono ad essere quelli che sono meglio strutturati ed offrono un ambiente di navigazione molto semplice. Il contenuto è importante, non c’è dubbio, ma lo è il modo di come si presenta un sito web.

Un sito progettato per garantire buona esperienza di navigazione all’utente dovrebbe basarsi su un tema. Gli elementi tematici dovrebbero rendere più facile individuare le informazioni o sottosezioni del sito. Questo aumenta l’interazione con l’utente e diminuisce la frequenza di rimbalzo che come abbiamo avuto modo di vedere è un fattore importante nel determinare il punteggio del TrustRank.

Pagine ottimizzate: I siti web ben posizionati hanno i propri dati correttamente ottimizzati. Ciò include l’uso corretto dei meta-tag per i titoli e descrizioni. Clicchereste mai su un sito che nella pagina dei risultati di ricerca si presenta senza alcuna descrizione e senza un title per la home? Ai giorni nostri gli utenti sono più esigenti ed hanno più aspettative da un sito che semplicemente quelle di trovare informazioni su una pagina. Inoltre, i siti devono essere progettati per caricare velocemente per far fronte alla scarsa pazienza degl utenti moderni. Compilate quindi i metatag title e description per tutte le pagine e testate la velocità di caricamento delle stesse.

Attenzione alle parole chiave: molti di voi ricorderanno sicuramente come all’alba di Internet la pratica del keyword stuffing (imbottire le pagine di parole chiave) fosse all’ordine del giorno e cosa più grave portasse anche dei buoni risultati in termini di posizionamento. Gli algoritmi di Google, come abbiamo notato in precedenza, stanno lentamente allontanando dalle SERP le pagine basate su parole chiave per far posto a pagine che valorizzino gli argomenti di valore e pertinenti alle ricerche. Questo si riflette negativamente su un valore che fino a qualche anno fa era importante, la keyword density all’interno della pagina.

Per evitare penalizzazioni dovute ad un uso eccessivo di parole chiave, è meglio abbassare la keyword density a volori compresi fra il 2% ed il 5%. La creazione di contenuti rilevanti ed attuali offre maggiori possibilità di aumentare il traffico, per cui bisogna cercare di adattare le parole chiave per stare sotto il limite critico di keyword density, facendo ad esempio uso di sinonimi.
Le parole chiave all’interno dei contenuti potranno invece essere sfruttate per realizzare un linking interno del vostro sito, collegando cioè contenuti e risorse affini già trattate in precedenza, in modo da fornire maggiori informazioni all’utente ed al contempo abbassare la frequenza di rimbalzo, in quanto si spinge il visitatore a continuare la navigazione.

Quale sarà il futuro delle ricerche online?

Quello che Google sta cercando di realizzare per il sistema di ricerca sul web è innovativo e perspicace: produrre una pagina di risultati di ricerca in cui nei primi dieci risultati si ottengono tutte le informazioni necessarie ricercate.
E questo obbiettivo potrebbe essere presto raggiunto grazie all’utilizzo del TrustRank come metrica ranking; Google sta cercando di “umanizzare” i risultati di ricerca modificando sempre di più i suo algoritmi aggiungendo nuove variabili. Questi cambiamenti diventeranno permanenti e tutti i SEO dovranno prima o poi adeguarsi.
Ai contenuti pertinenti sarà data sempre maggiore rilevanza e chi opera nella SEO, se ancora non lo ha fatto, dovrà cominciare a rivedere le sue strategie di posizionamento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Checking...

Ouch! There was a server error.
Retry »

Sending message...

Richiesta informazioni

Spambot blocker question

8 - 6 =