AdWords e il punteggio di qualità

AdWords e il punteggio di qualità

AdWords e il punteggio di qualità

Nella mia attività di Consulente SEO, spesso, mi è capitato di trattare l’ottimizzazione di campagne AdWords. Ebbene sì, in genere può capitare che il cliente mi chiami disperato per quello che molto spesso viene definito “un bagno di sangue”. Sto parlando, ovviamente, del fattore economico legato al costo per click (pay for click) che, in settori mediamente competitivi, ormai si aggira intorno ad 1 €, centesimo più, centesimo meno.

Uno degli aspetti su cui ho sempre focalizzato l’attenzione, quando mi sono trovato a lavorare con Campagne AdWords, è proprio quello denominato “Punteggio di Qualità” ossia un valore (calcolato da 1 a 10) che decreta il livello di pertinenza per ogni parola chiave in relazione alla pagina di destinazione. Fino a questo tipo di problematica posso ritenermi completamente concorde con la policy di Google che, praticamente, “premia” chi realizza pagine a tema, ben ottimizzate e con contenuti di qualità.

Si stanno cercando di introdurre le regole del Seo Marketing anche per quanto riguarda le campagne a pagamento, per le quali, fino a qualche tempo fa bastava investire denaro e, indipendentemente dal fatto che la Landing Page fosse ottimizzata oppure si trattasse di una pagina “scrausa” (come si dice in gergo tecnico), si ottenevano click ad un costo calcolato con il buon vecchio sistema “ad asta”.

È un dato di fatto che la qualità della pagina di destinazione decreti il successo della campagna in termini di conversione, ma non è di questo che voglio parlare in questo post.

Fin qui tutto procede bene e tanto di cappello: quindi, Google sembrerebbe fare di tutto per garantire un’esperienza utente il più soddisfacente possibile, premiando chi si prodiga lavorando alacremente sul proprio sito e dimenticandosi, finalmente, il vecchio concetto secondo cui “basta pagare per ottenere accessi”.

Peccato che, proprio oggi, mi trovo a lavorare su una campagna che, per ragioni di privacy, non posso svelare, ma posso comunque parlare del settore, ovvero quello inerente “estetica e bellezza”.

Una Landing Page creata ad arte, con un’ottimizzazione Seo tale come se fosse destinata all’indicizzazione organica. Quindi creo la campagna, aspetto le solite 24 ore nelle quali AdWords fa le sue dovute valutazioni, mi collego all’account aspettandomi un quality score di tutto rispetto ma quasi mi prende un colpo leggendone uno scarso (3/10).

Detto questo, decido di andare a leggere nella documentazione di AdWords la sezione dedicata al punteggio di qualità e, con mia meraviglia, cercando un metodo secondo cui viene calcolato tale punteggio trovo questi punti chiave: (in corsivo trovate le mie considerazioni):

  • La percentuale di clic (CTR) passata della parola chiave: la frequenza con cui tale parola chiave ha generato clic sul tuo annuncio.
    Praticamente viene detto che il punteggio di qualità aumenta con l’aumentare del CTR e trattandosi di una nuova campagna ovviamente per avere click è necessario essere in cima alla lista degli sponsor, quindi essere disposti a pagare il click al prezzo massimo richiesto da AdWords.
  • La percentuale di click passata dell’URL di visualizzazione: questa percentuale indica quanto spesso hai ricevuto click con il tuo URL di visualizzazione.
    Qualcuno mi spiega cosa si intende nello specifico?
  • Cronologia dell’account: la percentuale di clic (CTR) complessiva di tutti gli annunci e le parole chiave dell’account.
    Praticamente per ottenere punteggi di qualità occorre spendere denaro per parecchio tempo, con un maggiore investimento che dovrebbe, poi, portare a rendimenti e costi migliori. A questo punto mi do al trading on line:-)
  • La qualità della pagina di destinazione: a seconda di quanto la tua pagina sia rilevante, trasparente e di facile navigazione, si calcola la sua qualità.
    Su questo poi mi piacerebbe capire cosa intendono con “rilevante, trasparente e di facile navigazione”. La LP creata soddisfaceva tutti i requisiti ma, probabilmente, questo fattore viene preso in considerazione in coda ad i fattori elencati qui sopra. (Secondo me non viene calcolata affatto, ma questa è solo una mia idea).

L’elenco continua con altre voci che appaiono abbastanza sibilline, tra le quali cito:

  • La pertinenza di parola chiave/annuncio: indica quanto pertinente è la parola chiave rispetto ai tuoi annunci.
    Vorrei proprio vedere!
  • La pertinenza parola chiave/ricerca: indica quanto pertinente è la parola chiave rispetto alle ricerche degli utenti.
    (Ma di questo non dovrebbe occuparsene google?
  • Rendimento geografico: indica il grado di successo ottenuto dal tuo account nelle regioni selezionate come target.
    (gné?)

Ma come ultima chicca leggo:

  • I tuoi dispositivi target: indica il rendimento degli annunci su vari tipi di dispositivi come computer/laptop, dispositivi mobili e tablet. Ottieni diversi punteggi di qualità nei diversi tipi di dispositivi.
    Ora, non vorrei apparire eccessivamente critico, ma cosa cavolo centrano i dispositivi target? Nell’epoca degli smartphone e dei siti responsive si sa che ormai l’esperienza utente deve essere uguale per tutti, sia che ci si colleghi da pc, che dal tablet o dal cellulare. Ma cosa centra questo col punteggio di qualità? Forse vengono premiati i siti responsive che si adattano ad ogni piattaforma? Certo che no! Infatti si parla sempre di rendimento degli annunci.

Alla luce di quanto appena letto resto sempre più convinto del fatto che gli amici di AdWords si stiano sempre più allontanando dal quel concetto di Web Democratico tanto sbandierato da Google agli inizi della sua entrata sul web.

Senza voler peccare di superbia ritengo opportuno, soprattutto considerando il fatto che lavoro con clienti che stanno lavorando (e fatturando) molto bene pur senza utilizzare sistemi PPC, dare un consiglio a chi si trova in una situazione del genere (e sono sicuro che sono in tanti, dalle agenzie web marketing ai clienti finali):

Usate il PPC in maniera oculata, ma non dimenticate di associare anche un’attenta strategia di posizionamento organico (Il buon vecchio SEO). Certo, così facendo questo non ci permette di essere immuni dall’egemonia del grande G, ma sono convinto che lavorando in maniera intelligente si possano risparmiare un sacco di bei soldi.

Detto questo invito i lettori di questo post a dare la loro opinione in merito.

 

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